In questi giorni in vigneto, ci apprestiamo a vivere uno dei momenti più suggestivi e delicati dell’anno: la fioritura.
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Scampato il pericolo del temutissimo gelo primaverile, la vite sta procedendo spedita verso la fioritura. Anche quest’anno, però, i vigneti mostrano parecchia disformità: tra varietà diverse, all’interno dello stesso appezzamento e, a volte, persino tra i germogli della medesima pianta.
Insomma, un po' di febbre di primavera : tanta energia, tanta voglia di partire… ma non sempre in modo uniforme.
Ed è proprio nella fase che intercorre tra germogliamento e fioritura che si gioca una buona parte del potenziale produttivo della stagione.
Scopri quanto sia importate preparare le piante nella fase che intercorre tra germogliamento e fioritura
Gli ingredienti per una fioritura perfetta:
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condizioni climatiche ottimali
Sbalzi termici, bagnature prolungate e scarsa luminosità possono compromettere la regolarità della fioritura, favorendo problemi di allegagione e aumentando la suscettibilità ai patogeni.
In pratica: la vite parte, ma fatica a trovare il ritmo giusto.
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disponibilità dei nutrienti chiave (K, Mg, P, B)
Durante il periodo pre-fiorale la vite cambia completamente strategia energetica.
Poco alla volta smette di utilizzare le sostanze di riserva accumulate in autunno e inizia a dipendere da ciò che riesce a produrre attraverso la fotosintesi fogliare.
Ed è qui che entrano in scena i nutrienti chiave.
A cosa servono K, Mg, P, e B nella fase di fioritura?
Parlando di fotosintesi e di fioritura, non possiamo certo ingorare i ruoli fondamentali di fosforo (P) e magnesio (Mg),
Il primo è implicato in tutte le funzioni metaboliche e cataboliche della vite e regola uno degli equilibri più delicati della pianta: quello tra crescita vegetativa e attività riproduttiva.
Il secondo (Mg) risiede al centro della molecola della clorofilla ed è cofattore di numerosi enzimi.
Senza giri di parole: se vuoi fare bene la fotosintesi devi avere libero accesso a fosforo e magnesio…
Altro protagonista assoluto della fase pre-fiorale è il potassio (K). Basti pensare che la vite assorbe circa il 35% del proprio fabbisogno complessivo proprio nel periodo che precede la fioritura.
Infine arriviamo al boro (B), probabilmente il microelemento più famoso in viticoltura.
Il suo compito? Favorire la fertilità del polline e quindi sostenere allegagione e produzione.
Colatura, acinellatura verde e fioriture irregolari sono spesso segnali di una disponibilità insufficiente di boro.

Carenze o squilibri? questo è il dilemma…
Nei vigneti in pre-fioritura è abbastanza comune osservare ingiallimenti o decolorazioni fogliari che sembrano riconducibili a carenze nutrizionali.
Più che di vere e proprie carenze, in questa fase è più corretto parlare di squilibri dei rapporti tra i nutrienti, in particolare tra azoto e potassio (K/N) e tra azoto e magnesio (Mg/N).
L’ elemento nutrizionale che più di tutti è chiamato a supportare la crescita iniziale in vigneto ça va sans dire, è l’azoto.
Le viti ne assorbe grandi quantità dal terreno e lo traslocano agli apici in rapida crescita. In queste condizioni vengono richiamati anche elementi come potassio (K) e magnesio (Mg), importanti per il metabolismo produttivo della pianta.
Quando però l’apparato radicale non riesce a stare al passo — magari a causa di condizioni pedoclimatiche poco favorevoli — la pianta inizia a mobilitare questi elementi dalle foglie più vecchie.
Ed è proprio lì che iniziano a comparire i sintomi.
Se noti questi segnali nel tuo vigneto prima o durante la fioritura, significa che la pianta sta facendo fatica ad assimilare K e Mg dal terreno e sta consumando le proprie riserve interne.
E' tutto qui?
Non proprio.
Durante la fioritura è fondamentale anche sostenere la vitalità della pianta e attivare in anticipo i suoi meccanismi naturali di difesa.
Ed è qui che entra in gioco FRONTIERE, il biostimolante naturale a base di Laminaria digitata, ottenuto tramite estrazione a bassa temperatura per preservare tutti i composti bioattivi dell’alga marina.
FRONTIERE agisce come un vero e proprio “elicitatore naturale”: la laminarina viene riconosciuta dalla vite come un segnale di attacco e induce la SAR (Resistenza Sistemica Acquisita), portando la pianta in uno stato di allerta preventiva.
La formulazione contiene:
- laminarina,
- alginati,
- mannitolo,
- fucoidano,
- florotannini,
sostanze che aiutano la pianta a:
- stimolare il metabolismo vegetale,
- aumentare la reattività dei tessuti,
- migliorare la tolleranza agli stress abiotici,
- proteggersi dallo stress ossidativo e dai raggi UV.
Le prove condotte dall’Università degli Studi di Ferrara su vite Lambrusco Salamino hanno inoltre evidenziato la capacità di FRONTIERE di attivare i geni PR (Pathogen Related), coinvolti nella risposta difensiva della pianta. In particolare è stata osservata una sovraespressione del gene PR4, associato alla produzione di chitinasi con attività antifungina.
SCARICA LA SCHEDA FRONTIERE DEDICATA
QUINDI?
Il modo migliore per mettere il vigneto in condizione di svolgere una fioritura da capogiro è giocare d’anticipo. Utilizzare fertilizzanti con i nutrienti chiave nel giusto rapporto significa accompagnare la fisiologia della pianta nel momento in cui ne ha più bisogno.
Correggere tempestivamente le carenze, le sub carenze e gli squilibri nutrizionali significa ottenere redditi maggiori, dal momento che tutti i parametri produttivi del vigneto e delle uve ne traggono vantaggio.
Ma spesso questo, da solo, non basta.
Bisogna lavorare anche sul metabolismo della pianta, aiutandola a trovarsi nelle condizioni ideali per difendersi da sola.
Perché in questo periodo dell’anno la vite è un po’ come noi in primavera: riparte con entusiasmo, accelera, consuma energie e ha bisogno di equilibrio per esprimere davvero il suo potenziale.
Accompagnare questo slancio naturale con strumenti innovativi e sostenibili significa costruire fin dall’inizio un vigneto più resiliente, equilibrato e pronto ad affrontare tutta la stagione.



